Notte in collina _ una piccola storia

In una casa anima in una notte piena, i sogni della donna erano densi come petrolio caldo.

Il cielo dall'altra parte del vetro che faceva da tetto caricava il suo peso da ore, preparando di rovesciarsi di pioggia fitta e pesante.
Adesso.
Rari uccelli illuminati da qualche luce rimasta planano bassi. I cani lontani smettono di abbaiare. Ogni cosa, sugli occhi chiusi, si ferma e rimane.
Un momento di immobile respiro. E un vento compatto si muove, come un coro di aliti grigi. Una finestra sbatte, aprendosi all'improvviso, in fondo alla stanza l'altra finestra l'accoglie, aprendosi a sua volta. Il luogo diventa un tunnel, il vento un respiro. La donna apre gli occhi, silenziosa.
Non è paura, quella nel petto. E' circospezione, appena percepita. Ferma, ascolta i movimenti invisibili nella casa. Occhi spalancati nell'oscurità.
L'aria rantola, ergendosi come un'onda che cresce, potente. Ascoltami, le dice.
La donna si alza, non è paura quella nella gola. E' un dovere naturale, scendere dal letto, non accendere luci che non servono, arrivare in mezzo alla casa. Ascoltare. Nel petto.

Agli spiriti non ci ha mai creduto, ma questo giro di vento arrivato dal cielo avvolge e parla. Come si può dire di questo, se non spirito.
Nella notte senza nessuna ora, porta una mano al petto, stringendo l'ossidiana nel pugno. Dentro al pugno si spalanca uno scudo d'anima, la rassicura.
La donna rimane lì, a piedi nudi. Accoglie lo spirito del nulla e del tutto che le danza intorno, per minuti interi, come volesse portarla via, su nel nero.

Ma nulla accade di questo. Lievemente, dopo un culmine senza minuti, si scioglie il soffio rumoroso della notte, s'attenua, rimanendo corale, un ultimo giro intorno a quella piccola donna dai capelli scomposti, ed esce, da dove è entrato, dai pori, dalle finestre, dagli occhi.

A piedi nudi rimane la donna, in un attimo di silenzio fermo, prima che un cane lontano riprenda il suo guaire, un'automobile passi nella strada di sotto, grattando il silenzio.




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